Emergenza caldo: "oltre 30 gradi nelle Case di Comunità di Castelfiorentino e Montaione". È la denuncia della Fp Cgil Firenze. Negli ambulatori delle strutture sanitarie dell’Empolese Valdelsa, le colonnine di mercurio sono schizzate alle stelle. "Una situazione insostenibile – dicono dal sindacato – che sta mettendo a dura prova il personale sanitario, i pazienti e i cittadini costretti a frequentare le strutture. L’assenza di un impianto di condizionamento adeguato in ambienti dove si erogano prestazioni mediche sta creando una situazione al limite del collasso. Lavorare per ore con oltre 30 gradi, indossando camici e dispositivi di protezione, sta esponendo medici e infermieri a pesanti disturbi fisici e stress termico". E non va meglio per l’utenza: cittadini già fragili, anziani e malati cronici che si recano nei presidi per visite ed esami si trovano ad attendere il proprio turno in sale d’aspetto infuocate, con il rischio di andare incontro a colpi di calore o cali di pressione.
Succede nelle Case di Comunità di Castelfiorentino e Montaione, e nel presidio del Santa Verdiana (sempre a Castelfiorentino). "Ad oggi – si legge nella nota della Fp Cgil – la Usl non ha ancora messo in atto alcuna programmazione alternativa. Nessuna rimodulazione degli orari è stata prevista per evitare che le visite e gli esami più complessi vengano erogati nelle ore centrali della giornata. La normativa vigente in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e di idoneità delle strutture sanitarie prevede l’obbligo di garantire un microclima idoneo sia per la tutela della salute dei lavoratori sia per la sicurezza delle cure dei pazienti. Standard che, al momento, a Castelfiorentino e Montaione appaiono un miraggio. L’installazione di condizionatori non è ancora pervenuta".









