Ho cominciato a fare l’attore davanti a un pubblico di bambini.
Credo sia stata la mia fortuna.
A ventun anni sono entrato in una giovane compagnia che girava per le scuole elementari con uno spettacolo intitolato Il castello misterioso.
Era la storia di due ridicoli personaggi un po’ fifoni, Fasolino e Sandrone, che si avventuravano loro malgrado in una fortezza popolata da mostri e fantasmi.
I nostri piccoli spettatori partecipavano entusiasti all’affascinante rito ed era divertente suscitare in loro quel tanto di terapeutico terrore che la finzione imponeva.






