Chi avrebbe mai pensato di fare una mostra di dipinti con capolavori che scandiscono ogni due ore una giornata dell’Ottocento? Francesca Sinigaglia, direttrice del Museo Ottocento, ci ha pensato. Da un’idea semplice ma rivoluzionaria, è nata la grande esposizione Un capolavoro di giornata. Dall’alba al tramonto nell’’800. Un viaggio nel tempo dipinto che, a Palazzo Pallavicini, aprirà il 3 ottobre e chiuderà il 17 gennaio. Una raccolta di più di 100 opere spalmate dalla curatrice che è anche autrice del catalogo ricco di saggi di approfondimento.

Sinigaglia, com’è nata un’idea così originale?

"Gli organizzatori della mostra Vertigo Syndrome, Chiara Spinato e Filippo Giunti, mi chiesero di fare una mostra sull’’800 con temi nuovi, che avesse l’obiettivo di far capire un momento della realtà. Io pensai che niente come la descrizione di una giornata, ossia della quotidianità, potesse chiarire, al meglio, un’epoca storica e sociale così importante".

L’’800 offre in pieno questa frammentazione pittorica, perché gli artisti si dedicavano allo studio della realtà...

"Certo, l’800 racchiude tanti movimenti, ma soprattutto, dalla metà, fiorisce la cultura dal vero sino alla macchia, vedi i Macchiaioli. Tutte le scuole italiane che nascono gareggiano per capire la funzione della luce nei confronti del reale e lo fanno dipingendo paesaggi e la quotidianità delle persone. Ciò si identifica quindi nella società del tempo".