HomeMilanoCronaca“Conclamata incapacità di autocontrollo”: il ritorno di “Cocco” Amato, dall’uomo gambizzato alle rapine in serieAffidato in prova ai servizi sociali, ha ferito un cinquantenne con una fucilata. Poi i colpi a raffica in due uffici postali e in due supermercati (col complice). Incastrato dai filmati e da un tatuaggio con il nome di battesimo della figliaI due rapinatori in azione in un supermercato ripresi dalla telecamere di sorveglianzaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMilano – Un’escalation partita un paio di mesi fa con una gambizzazione e proseguita con quattro rapine in sei giorni. Reduce da un lungo periodo di detenzione, il pluripregiudicato Cosimo Amato, trentaseienne nativo di Gioia Tauro, ha pensato bene di sfruttare la libertà garantita dalla misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali per tornare subito in azione. Almeno questo è il quadro che emerge dall’ordinanza di custodia cautelare del gip Silvia Pasini, che ieri mattina l’ha riportato dietro le sbarre insieme al trentottenne Cristian Totta a valle di un’operazione congiunta di Questura e Arma.

Gli spari a Cinisello

L’ultima tappa della parabola criminale di “Cocco” inizia qualche minuto dopo le 15 dello scorso 15 maggio, quando, secondo le accuse, fa irruzione in un palazzo del quartiere Sant’Eusebio di Cinisello Balsamo, spalanca la porta della camera da letto di un cinquantenne e gli spara un colpo di fucile alla gamba sinistra dopo aver urlato “Hai parlato con mio zio, infame”. Il ferito, operato al San Raffaele e dimesso con una prognosi di venti giorni, conosce con ogni probabilità chi gli ha puntato contro l’arma a canne mozze, ma assicura di non aver litigato con nessuno.