L’auto si affianca, il braccio è già teso, l’impugnatura ferma. Questione di istanti, appena un paio. Tanti ne bastano all’uomo sui sedili posteriori per eseguire una sentenza di morte già pianificata da giorni e ormai inappellabile. Quattro colpi di pistola esplosi in favore di telecamera e per Salvatore De Marco, nipote degli storici boss del clan Rinaldi di San Giovanni a Teduccio, non c’è la minima possibilità di scampo. La sua testa oscilla come un pendolo, il vetro dell’utilitaria va in frantumi. Così come il cuore della moglie che era appena entrata nel negozietto di articoli per la casa. La donna, sentiti i quattro spari, esce di scatto, apre lo sportello insanguinato e il marito si accascia davanti ai suoi occhi. L’occhio elettronico continua a registrare imperterrito quell’orrore: la fuga dei killer, l’urlo inconsolabile della donna e i soccorsi prima dell’inutile corsa verso l’ospedale del Mare, dove arriva ormai cadavere. Eccola la fase clou del terrificante agguato scattato tra la folla - a due passi, tra l’altro, dalla scuola elementare “Vittorino da Feltre” - la mattina del 2 marzo scorso. Quel video choc finisce agli atti dell’inchiesta, ma è un’indagine costretta subito a un inatteso reset. Il tribunale del Riesame, ritenendo insufficienti i gravi indizi di colpevolezza, ha scarcerato l’unico indagato fin qui finito in manette: il trentenne Raffaele Busiello, presunto uomo del clan D’Amico-Mazzarella e membro del commando, difeso dal penalista Leopoldo Perone.
Ucciso davanti alla scuola, il Riesame libera il killer l’inchiesta riparte da zero
L’auto si affianca, il braccio è già teso, l’impugnatura ferma. Questione di istanti, appena un paio. Tanti ne bastano all’uomo sui sedili posteriori per eseguire...








