HomeMilanoCronacaLa seconda vita di Leonardo Bove: ritorna a casa dopo sei mesi e mezzo al NiguardaNuovo passo verso la guarigione per il 16enne che era rimasto gravemente ustionato a Le Constellation nella strage di Crans-Montana. L’assessore Bertolaso: “Notizia che ci riempie di gioia”. La compagna di classe Francesca è l’ultima a restare ricoverata in ospedaleFiori e candele davanti al Constellation: nel rogo sono morte 41 personeRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMilano – È una bella giornata. Leonardo Bove, 16 anni, tra i feriti italiani più gravi nell’incendio di Crans-Montana, torna a casa. È una bella giornata soprattutto per i genitori, Gabriele e Loretta, per la famiglia, per gli amici, e anche per quella classe del liceo Virgilio che ancora conta due banchi vuoti: quello di Leonardo e quello di Francesca, ultima tra i dodici feriti ricoverati al Niguarda ancora da dimettere. I tempi delle cure, fisiche e psicologiche, sono ancora lunghi, difficili da definire, anche per il 16enne milanese che ama giocare a calcio.
Per Leonardo ustioni sul 50% del corpo
Da quell’inferno di Capodanno- nel quale sono morte 41 persone, di cui 6 italiani - Leonardo è uscito con ustioni sul 50 per cento del corpo. Per 48 ore nessuno sapeva dove fosse. Viene riconosciuto tramite un test del dna in un ospedale a Zurigo, ricoverato insieme a un altro ragazzo di quella classe di liceo: Kean Talingdan. Kean è trasportabile, Leonardo no. Le sue condizioni sono troppo critiche. Arriverà al Niguarda solo l’11 gennaio. Viene estubato il 20 gennaio, e finalmente lascia la terapia intensiva per il reparto dedicato ai grandi ustionarti.











