<p>A inizio settimana Unicredit ha quotato su Cert-X 14 certificati Fixed Cash Collect su singoli titoli europei (Banca Mps, Leonardo, Saipem, Société générale, Stellantis e Stm) e americani (Alibaba adr, Alphabet, Intel, Meta Platforms, Micron Tech. e Nvidia), tutti con scadenza biennale (20 luglio 2028): in un contesto di mercato che esprime numerosi elementi di rischio concentrati sul breve termine, questi prodotti permettono di fatto di «spostare in avanti» l'effettiva esposizione alla dinamica del mercato, prevedendo il pagamento di una serie di premi periodici svincolati da qualsiasi condizione accessoria legata, appunto, all'andamento dei sottostanti, da cui la denominazione «Fixed».
In sostanza, per i prossimi due anni pagheranno un totale di 23 importi addizionali di tipo incondizionato, che saranno corrisposti ogni mese, eventualmente anche in presenza di uno scenario fortemente negativo.</p><p>Quanto all'ammontare di questi flussi cedolari, vanno da un minimo dello 0,47% lordo (5,64% annuo) del certificato su Alphabet a un massimo dell'1,67% lordo (20,04% annuo) di uno dei due su Micron Technology.
La gamma dei sottostanti è abbastanza diversificata in termini settoriali, ma soprattutto va messo in evidenza che sono tutti asset singoli, cioè non siano coinvolti panieri di tipo «Worst of»: l'esito dell'investimento è quindi legato all'andamento di un'unica azione, limitando così la quota di rischio associata alle fisiologiche dinamiche del mercato azionario.






