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Le occasioni di trading non vanno in vacanza. Anzi, in estate, con i volumi che si assottigliano e la liquidità che diminuisce, si possono amplificare i movimenti e creare opportunità mordi e fuggi sui singoli titoli. Quest'anno il contesto è ancora più interessante: l'indice Ftse Mib di Piazza Affari resta a ridosso del massimo storico a 53.220 punti, raggiunto il 17 luglio, dimostrando una capacità di tenuta notevole a dispetto delle tensioni geopolitiche e di un fronte politico domestico tornato ad animarsi dopo la sconfitta del governo, per un solo voto, sulle preferenze durante l'esame della legge elettorale. Un episodio che, almeno per ora, viene letto come un semplice «incidente parlamentare», ma che ha riacceso le voci di un voto anticipato (lo spread Btp/Bund è risalito fino a 85 punti base).

Cinque i temi che, secondo gli esperti interpellati da Milano Finanza, guideranno il Ftse Mib nei prossimi mesi. Primo, l'inflazione, non solo quella italiana ma anche quella europea. «È il parametro per valutare il valore degli investimenti; con un'inflazione che rimane sopra il 2%, gli investimenti potrebbero proseguire nel sentiero visto nel primo semestre, ossia quello propenso al rischio», sottolinea David Pascucci, market analyst di XTB. Il secondo è il costo del denaro. «Solo un calo dell'inflazione e di conseguenza un rientro dei tassi potrebbe portare l'indice delle blue chip a ritracciare. Il terzo è il tasso di disoccupazione che rimane sui minimi storici, ma proprio per questo è meritevole di attenzione in quanto ogni suo tentativo di risalire può comportare una frenata della propensione al rischio». Il quarto, aggiunge Filippo Diodovich, senior market strategist di IG Italia, è la capacità delle società italiane di confermare la crescita degli utili. L'ultimo, secondo Saverio Berlinzani, chief analyst di ActivTrades, è una possibile rotazione dei portafogli guidata dalle dinamiche macroeconomiche globali.