<p><strong>Piazza Affari</strong> sta vivendo un mese di giugno molto positivo, a dispetto anche delle ultime sedute di flessione, con l'indice <strong>Ftse Mib</strong> che ha superato la <strong>soglia psicologica dei 50.000 punti</strong>, segnando i nuovi massimi storici oltre quota 53.000.

Tra i settori che hanno contribuito maggiormente a questo exploit figura certamente quello <strong>bancario</strong>, che sul principale benchmark domestico ha un peso sempre maggiore, che ormai strizza l'occhio al 40%.

Alle numerose operazioni di M&A che continuano a spingere l'appeal speculativo del comparto, si è recente aggiunta anche l'iniziativa della <strong>Bce</strong>, che ha comunicato di voler ridurre in modo significativo le <strong>misure di controllo del rischio</strong> richieste oggi alle banche, che sono circa 100 per ogni istituto di credito.

Sul fronte politico, è inoltre sempre aperto il dibattito sulla possibile introduzione di una <strong>tassazione modulata per gli istituti di credito</strong>, che tenga cioè conto dell'origine e della natura dell'utile maturato.

Il <strong>margine derivante dall'intermediazione creditizia</strong> ha una funzione diversa rispetto agli utili generati da commissioni, gestione del risparmio o altri servizi finanziari.