HomePratoCronacaLa storia della puledrina abbandonata dal branco e salvata grazie a una ‘balia’Il primo tentativo è stato il reiserimento nel gruppo ma non è andato a buon fine. Una cavalla ’domestica’ l’ha accolta e allattata e ora sta crescendo. Sono oltre cento i cavalli ’inselvatichiti’ che popolano le ’montagne’I cavalli che vivono liberi sul monte Maggiore in CalvanaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPrato, 18 luglio 2026 – E’ stata recuperata per trovarle una balia e salvarle la vita la puledrina appena nata, abbandonata dal branco sul monte Maggiore, in Calvana. Ad eseguire il recupero, i volontari dell’associazione Salvaguardia e Sviluppo Calvana, che prima di andare a prendere la puledrina hanno fatto tutto il possibile per cercare di farla rientrare nel branco, che invece ha continuato a rifiutarla: non c’era quindi altro modo per riuscire a salvarle la vita, se non quello di trovarle una balia “domestica” che la potesse allattare.
La curiosità
Dinamiche imprevedibili quelle degli oltre cento cavalli “rinselvatichiti” della Calvana, curiose e soprattutto sconosciute, in quanto son pochi i casi in cui un animale originariamente “domestico” si ritrova a riprodursi e ad organizzarsi allo stato brado, in un ambiente che è comunque antropizzato – dalla cima di monte Maggiore si vede il campanile di Firenze e tutta la piana di Prato e Pistoia - e ben diverso dalle infinite praterie in cui si muovono in America o ad est dell’Europa. Comportamenti che vengono osservati e studiati dai “Calvana angels”, i volontari dell’associazione che si prende cura non solo dei cavalli ma anche di tutto l’habitat del massiccio preappenninico: ad ogni branco hanno dato un nome, che di solito è quello dello stallone a cui fa capo un gruppo di femmine e i relativi puledri.








