Due ore di proteste, tra marce sulla statale 25 di San Didero e battiture delle reti del cantiere e dei guardrail e fuochi di artificio. Una settantina di No Tav, la maggior parte dei quali giovani, ha inaugurato ieri sera la tre giorni di campeggio No Tav. Dopo avere montato le prime tende a Venaus, il gruppo di oppositori alla Torino Lione si è radunato a San Didero, nel piazzale davanti all'ingresso del cantiere dove verrà costruito l'autoporto. La zona era presidiata da blindati della polizia, un idrante, agenti della Digos, e decine di poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa. Un dispiegamento programmato da giorni ed esteso in tutta la Valle. Alle 17 di ieri il prefetto di Torino ha emesso un’ordinanza che vietava assembramenti, presidii e qualsiasi passaggio di gruppi di persone in tutte le aree dei cantieri tra Borgone di Susa, Bruzolo e San Didero, compresa la statale 25 del Moncenisio - chiusa in parte al traffico per la durata della manifestazione - e le aree agricole e campestri vicine all’autostrada A32. L’ordinanza, estesa a tutto il weekend, recepisce una nota del questore del 15 luglio in cui si sostiene la «necessità di estendere divieti di circolazione e accesso fino al 19 luglio 2026». Nella nota del questore «vengono evidenziate - come scritto nell’ordinanza del prefetto - possibili criticità sotto il profilo dell’ordine e sicurezza pubblica».All’inizio della serata i No Tav hanno montato un tavolo di legno davanti al piazzale dell’autoporto, dove hanno allestito una cena dove a base di formaggi, grissini e pasta. Al calare del buio, i manifestanti contrari alla Torino Lione, tra cui anche alcuni valligiani e volti storici della battaglia contro l'alta velocità, hanno marciato sulla statale 25 e poi in mezzo ai campi fino a costeggiare l’area del cantiere, che si trova oltre le aree coltivate e nei pressi di un canale. Qui davanti a un muro di reti metalliche e filo spinato alto quattro metri i militanti hanno intonato gli slogan tradizionali dei cortei. Dall’alto, un drone della polizia ad osservarli e a illuminare a giorno il gruppo, riprendendo nei dettagli i fatti anche a diversi metri di distanza. Dopo mezz’ora, i No Tav hanno lanciato fuochi d’artificio oltre le reti e poi sono tornati attraverso i campi e la statale nello slargo che si trova all’ingresso del cantiere, dove sulla carreggiata sono sempre rimasti piazzati i blindati e l’idrante. Qui la battitura è ripresa, ma questa volta sul guard rail. A mezzanotte inoltrata, i manifestanti, al grido di “Torneremo” hanno sciolto la manifestazione e sono tornati al campeggio. Le iniziative riprendono oggi, appuntamento alle 19 a Susa, frazione Traduerivi, che ospita il cantiere della stazione internazionale.