Un Redentore di fuoco per Venezia. Almeno 500 attiviste e attivisti hanno sfidato ieri il caldo infernale e le manganellate per protestare contro quello che hanno chiamato «Centodiciassette metri di arroganza». Tanto è lungo il Boardwalk, il mega yacht del multimiliardario Tilman Fertitta, ambasciatore Usa e amico personale del presidente Trump, venuto in laguna per assistere ai tradizionali “foghi” del Redentore. Come ormeggio, il Boardwalk (una sorta di villaggio turistico galleggiante alto come un condominio di 12 piani, costato 450 milioni di dollari) si è scelto il posto migliore: Riva Sette Martiri, proprio davanti alla Galleggiante da cui saranno lanciati stasera i fuochi pirotecnici.
Il che renderà impossibile assistere allo spettacolo per le persone radunate in quella fondamenta. Proprio come se al cinema nelle file davanti si sistemasse un intero reggimento di guardie del Re d’Inghilterra con tanto di colbacco. Venezia è solo l’ultima tappa di quello che l’ambasciata Usa ha chiamato «Coastal diplomacy». Un giro turistico che con la diplomazia non c’entra niente. La crociera è cominciata a Civitavecchia a metà giugno ed è proseguita risalendo la costa tirrenica e poi quella adriatica, sostando nelle località più iconiche del nostro Paese: Napoli, Palermo, Bari, Pescara e altre sino all’attuate tappa veneziana, per concludere il tour a Trieste. Una crociera multimiliardaria con tanto di scorta 24 ore su 24 della Marina militare, poiché l’ambasciatore è considerato un possibile bersaglio del terrorismo. Ancora senza risposta l’interrogazione dei deputati Angelo Bonelli e Luana Zanella (Avs) che hanno chiesto informazioni al governo sui costi e sull’opportunità di distrarre personale a questo scopo.












