Il 16 novembre 2023, un attacco aereo israeliano ha distrutto la casa di tre piani degli Haji a Gaza, dove più di 30 membri di questa famiglia allargata avevano trovato rifugio. Tra loro, solo Fidaa Haji (34 anni) e i suoi quattro figli, Raed, Mohammed, Hala e Raghad, sono sopravvissuti perché si trovavano in una stanza esterna separata dall’edificio principale. Il resto della famiglia, compreso il marito di Fidaa, è rimasto sotto le macerie. «Non riesco a immaginare che le persone che amo siano ancora sepolte lì – racconta Fidaa -. Il pensiero mi spezza ogni giorno».

DOPO ESSERE RIUSCITI a uscire dalle macerie, Fidaa e i suoi figli sono fuggiti verso sud, affrontando ore di controlli e caos prima di raggiungere un’area relativamente più sicura. Eppure la sopravvivenza non ha posto fine alla loro sofferenza. Fidaa non è riuscita a recuperare né a seppellire suo marito. Più tardi, suo fratello è riuscito a recuperare il corpo e a seppellirlo temporaneamente nel cortile dell’ospedale Al-Shifa, ma la famiglia non ha mai avuto la possibilità di dargli un vero ultimo saluto.

Quando il cessate il fuoco è entrato in vigore nel gennaio 2025, Fidaa è tornata con i suoi figli nell’area intorno alla loro casa distrutta. Il ritorno li ha messi di fronte a un luogo che non era più né casa né memoria. Alcuni dei loro parenti erano ancora sotto le rovine. «Ogni volta che torno in quel posto, cerco di convincermi che non sia davvero così – dice -, ma la mia mente si rifiuta di credere che siano finiti sotto terra senza un addio».