Se la vide assai peggio 12 anni fa, Massimiliano Allegri. Quando il suo dopo-Conte alla Juventus iniziò con i pomodori e la contestazione degli ultrà. Qui, nel primo giorno di ritiro azzurro, sono solo cori e applausi: una sorta di idillio che inizia fin da quando scende dal bus nel quartier generale di Dimaro. Il passato non importa a nessuno, dei trascorsi bianconeri neppure. D’altronde Napoli si mette a malincuore alle spalle il ricordo di Conte che, come primo gesto nel raduno in Val di Sole, si rifiutò di saltellare al coro “chi non salta è bianconero”. Dunque, alle 18,31 con un’oretta di ritardo rispetto all’annuncio (trascorso in gran parte in palestra) Allegri fa il suo ingresso nel campo di Carciato, dove ad attenderlo ci sono quasi 1200 tifosi.
Napoli, chi sono i convocati di Allegri per il ritiro di Dimaro: la lista completaÈ solo il primo allenamento, la vera invasione arriverà. Ma per Max sono subito cori d’amore. Niente ricordi di Pjanic e dello scudetto perso in albergo o della rivalità con Sarri e la grande bellezza. È stato un nemico, come lo era Conte. Ora non lo è più. «Mister, mister». Allegri è davvero “un’acciuga”, la divisa bianca lo slancia ancora di più e fa comprendere le ragioni del soprannome: è circondato dal suo staff quando mette i suoi a correre per non più di otto minuti sulla pista. Era dal 2007 che non svolgeva un ritiro classico, tra le montagne e non in sede e poi in giro per il mondo. Ha organizzato tutto in ogni dettaglio. Le sagome piazzate sul terreno di gioco sembrano l’eredità di Conte, che pure le impiegava spesso. LE ATTIVITÀ In campo un bel po’ di volti sbucati dal passato. C’è Lindstrom, per esempio. Uno che inizia sempre i ritiri prima di andar via. Convincerà almeno Allegri? Di sicuro è suo il primo gol di questa sessione di allenamento e di questo ritiro. Ci sono personaggi scivolati via dalle copertine e che adesso attendo un rilancio. Come Lorenzo Lucca, per esempio. O Folorunsho, ora nel dimenticatoio dopo che Spalletti lo aveva persino convocato nella Nazionale all’Europeo 2021. Rao e Hasa hanno poche chance di restare, ma si muovono tanto e bene. Mazzocchi ha la solita grinta strappa-applausi, poi ci sono gli argentini Baridò e Pereyra. Sono giorni di esami per molti degli azzurri in campo. Obaretin è di passaggio: è tutto pronto per il prestito al Genoa. La vita è così, non c’è nulla di male a dover dimostrare il proprio valore. L’allenamento di Allegri è subito ad altissima intensità, col pallone fin da subito, ma sembra quasi sempre una specie di riscaldamento prima di una partita ufficiale. Altro che ritmi soft, altro che metodi di allenamento anti-Conte. Non concede tregua ai suoi: divide in gruppetti, ordina il pressing, con i portieri che devono alleggerire il tutto. La prima seduta termina alle 19,37 ovvero dopo poco più di un’oretta senza fiato. E con una partitella finale di un quarto d’ora, con la doppietta di Hojlund, dopo il primo gol di Lindstrom (c’è lo Schalke 04 che lo vorrebbe). Insomma, un esordio all’insegna della Danimarca. Con Gilmour che era presenta ma solo a bordo campo, perché deve continuare la riabilitazione. Un altro iellato, il centrocampista scozzese: ko a pochi giorni dall’inizio di un Mondiale dove era atteso da un ruolo di protagonista nella sua nazionale. L’ENTUSIASMO Sono continui cori per gli azzurri. Attesi anche nel ritorno in hotel. Allegri sorride a tutti, anche lui è travolto da questa accoglienza. Sembra distaccato, ma è solo molto concentrato per l’inizio di questa avventura che deve riscattare la delusione della stagione al Milan. In questi giorni sarà senza Aurelio De Laurentiis, perché il presidente ha scelto di raggiungere la Val di Sole solo all’inizio della prossima settimana, tra lunedì e martedì ed è impegnatissimo nel doppio progetto per lo stadio nuovo e il centro sportivo. Oggi si torna in campo con una doppia seduta, anche perché questo è l’unica maniera per Max per valutare la rosa. Come gli ha chiesto il patron di fare. Ad agosto, poi, inizieranno le mosse sul mercato. Perché qualcosa dovrà essere fatto. E molto dipende anche da Buongiorno, uno che Allegri immaginava titolare. Il colloquio a bordo campo con il ds Manna va, ovviamente, in questa direzione. Il difensore centrale rischia di diventare, d’un tratto, la priorità.













