Lo scontrino che Andrea Sempio ha portato agli investigatori del caso del delitto di Garlasco continua a essere al centro del giallo. A Quarto Grado, l’avvocata Angela Taccia, che difende Sempio, ritiene che come alibi abbia preso “una deriva esagerata”.
Angela Taccia sullo scontrino di Andrea Sempio
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Angela Taccia sullo scontrino di Andrea SempioA Quarto Grado sono stati ospiti Angela Taccia e Liborio Cataliotti, entrambi gli avvocati di Andrea Sempio, nuovo indagato per il delitto di Garlasco.La legale ha spiegato che Sempio è andato con il padre a consegnare lo scontrino ma “non si ricordano l’orario”. Comunque “tutto quello che ha detto Andrea poi nei mesi – ha aggiunto Taccia – con gli approfondimenti giornalistici si è rivelato vero“.ANSAIn ogni caso, l’avvocata ha sottolineato che “io continuo a dire che tutta questa storia sullo scontrino mi sembra che abbia preso una deriva un po’ esagerata“.“Chiamarlo alibi – ha aggiunto – è veramente un’esagerazione dato che non reca targa, non reca nome, non reca nulla di che”.Per la legale, Andrea Sempio ha semplicemente detto “quello che ha fatto quella mattina del 13 agosto e, quando gli hanno chiesto se avesse avuto qualcosa che potesse dimostrarlo, allora ha detto: devo avere ancora lo scontrino“.






