Palermo. La partita per la guida della Regione entra nel vivo. A smuovere gli equilibri è stato Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e vicepresidente della Camera, che, ospite di “Start” su SkyTg24, ha risposto alle insistenti indiscrezioni delineando uno scenario netto: “Se in futuro dovesse arrivarmi la richiesta di assumere una responsabilità direttamente nella mia terra, ovviamente non mi tirerò indietro”.

Un segnale recapitato con chiarezza ai tavoli della coalizione. Mulè si dice pronto a scendere in campo “di corsissima” qualora i vertici del centrodestra dovessero puntare su un profilo alternativo all’attuale presidente della Regione, Renato Schifani. Precisa tuttavia che la sua disponibilità non equivale ad “attacco o delegittimazione” dell’operato di Schifani, al quale riconosce di governare “benissimo”.

A rimettere ordine nelle fila della maggioranza, nelle stesse ore, è intervenuto un alleato di peso. Da Catania, a margine di un evento dell’Ecr Party, il commissario di Fratelli d’Italia in Sicilia, Luca Sbardella, ha eretto un vero e proprio argine a difesa del presidente uscente, respingendo l’ipotesi che Schifani sia politicamente “al capolinea”.

Bollarne come conclusa l’esperienza, ha tuonato, sarebbe profondamente “ingiusto sia nei confronti della persona sia nei confronti dei risultati che ha ottenuto”. Sbardella ha rivendicato i “traguardi raggiunti dal punto di vista occupazionale, economico e soprattutto sul fronte vitale dei fondi investiti”, condividendo i meriti con l’intera maggioranza e sottolineando il clima di forte coesione. La blindatura per Schifani è stata, dunque, esplicita.