<p>«Gli investitori non ci chiedono più se investire nell’<strong>acqua</strong>, ci chiedono come farlo».
Così <strong>Goldman Sachs Asset Management</strong> mette il suo sigillo sull’evoluzione del mercato: la risorsa idrica ha ormai piena cittadinanza nei <strong>portafogli azionari</strong>.
«Riteniamo che vi sia un chiaro trend economico alla base della tesi d’investimento nell’acqua», prosegue la banca d’affari nel suo report «<em>Finding investment opportunities in the global response to water stress</em>». <span contenteditable="false"> </span> </p> <p>Ed eccoli i numeri dello <strong>stress idrico</strong>, quanto mai attuali nella morsa del caldo torrido di queste settimane.
Il <strong>World Economic Forum</strong> stima in <strong>13.200 miliardi di dollari</strong> il fabbisogno di investimenti nelle infrastrutture idriche entro il <strong>2040</strong>, a fronte di una spesa attuale che dovrebbe più che raddoppiare per colmare il divario.
A rendere il problema più urgente si è aggiunto un driver nuovo: <a href="https://www.milanofinanza.it/news/il-boom-dell-ai-sta-creando-un-vincitore-inatteso-ecco-perche-il-megatrend-dell-acqua-sta-tornando-a-202607081822177960">la corsa ai <strong>data center</strong></a> per l’<strong>intelligenza artificiale</strong>, che per il raffreddamento richiedono volumi d’acqua enormi.






