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«Gli investitori non ci chiedono più se investire nell'acqua, ci chiedono come farlo». Così Goldman Sachs Asset Management mette il suo sigillo sull'evoluzione del mercato: la risorsa idrica ha ormai piena cittadinanza nei portafogli azionari. «Riteniamo che vi sia un chiaro trend economico alla base della tesi d'investimento nell'acqua», prosegue la banca d'affari nel suo report «Finding investment opportunities in the global response to water stress».

Ed eccoli i numeri dello stress idrico, quanto mai attuali nella morsa del caldo torrido di queste settimane. Il World Economic Forum stima in 13.200 miliardi di dollari il fabbisogno di investimenti nelle infrastrutture idriche entro il 2040, a fronte di una spesa attuale che dovrebbe più che raddoppiare per colmare il divario. A rendere il problema più urgente si è aggiunto un driver nuovo: la corsa ai data center per l'intelligenza artificiale, che per il raffreddamento richiedono volumi d'acqua enormi. Solo negli Stati Uniti, si stima che entro il 2030 serviranno fino a 5,5 miliardi di litri d'acqua al giorno di nuova capacità. È anche su queste basi che le banche d'affari hanno intensificato la copertura del settore, convergendo su alcune regole auree per scelte mirate. Se ne ricava un mini-vademecum: preferire le società in grado di migliorare l'utilizzo dell'acqua, sia quelle più esposte ai grandi investimenti in reti, trattamento e misurazione, sia le super specializzate in nuove tecnologie.