"E' fin troppo inflazionata, è ovunque e in molti casi ha perso la sua vocazione originaria di mezzo per esprimere una protesta, una rabbia": Mauro Pallotta, in arte Maupal, uno dei nomi storici della street art di Roma la pensa così riguardo la multiforme arte di dipingere in strada, interpellato da ANSA LIFESTYLE. Stella Maresca che sul tema ha appena pubblicato un volume illustrato, "La street art a Roma e dintorni. Le città dipinte: Viaggio tra i nuovi distretti creativi di Roma e del Lazio" affronta la tematica da un punto di vista storico partendo da lontano e arrivano fino ai giorni d'oggi.Maupal, romano, classe ’72, ha sempre una vena ironica che traspare nelle sue creazioni. Tra le sue opere più note il Super Pope, con Papa Bergoglio in stile superman. Ne ha parlato tutto il mondo, dal The New York Times a El Mundo in un crescere di notorietà che lo ha portato nel 2016 ad essere inserito dalla rivista ARTNET nella classifica dei trenta street artist più influenti al mondo. Pallotta ha appena svelato la sua ultima opera, un murales site-specific, Cleo e Cesaretto, dedicato a Cleopatra e Caio Giulio Cesare. L ’opera ritrae in modo ironico e iconico la coppia più discussa dell’antica Roma, sorpresa in uno scatto rubato da un paparazzo surreale e ante litteram che coincide idealmente con l’ospite stesso del rooftop bar per il quale il murales è stato realizzato. La scena immaginaria, resa pop e contemporanea, fonde epoche storiche e scenari possibili, calando chi la guarda nel circuito artistico dell’eco mediatico che avrebbe scatenato oggi la relazione tra la regina d’Egitto, figlia di Tolomeo XII, e il generale romano. L’immagine realizzata daPallotta sembra infatti proprio quella di uno scatto rubato dove in alto a destra c’è la mano di Cesare che prova a coprire l’obiettivo che, indiscretamente, inquadra e sorprende lui e Cleopatra stretti in un abbraccio. L’espediente artistico coinvolge in prima persona lo spettatore-ospite di Paparazzo Bar & Rooftop, quasi fosse lui il fotografo che coglie il momento nella terrazza del mixology bar de Le Méridien Visconti Rome di Prati. Il murales Cleo e Cesaretto, realizzato con un’impostazione visiva popcontemporanea, ha linee grafiche nette e colori saturi che creano un impatto estetico forte.E' un'opera su commissione, uno dei tanti modi in cui la street art contemporanea si declina.Oggi a Roma ci sono tour turistici dedicati alla scoperta delle strade con i murales d'autore e accanto ai capolavori dell'antichità, dai romani al barocco, un'altra espressione artistica negli anni è cresciuta, spesso in zone di periferia. "Sono opere belle ma siamo comunque in un ambito decorativo - commenta Maupal - non è che dipingendo un palazzo di periferia hai risolto i problemi della vivibilità di quella zona, certo l'hai migliorata esteticamente". Dei vari distretti e delle tante opere di street art a Roma qual è la preferita di Maupal? "Rebibbia con i murales di Blu", risponde senza pensarci un momento. "Blu - artista del quale non è pubblicamente conosciuto né il nome né la data di nascita, si ipotizza sia nato agli inizi degli anni '80 a Senigallia, ndr - ha una marcia in più su tutti, è un fuoriclasse ed è anche il più importante street artist italiano con opere ben note a livello internazionale". Ed è anche uno dei più politici: Nel 2007 fu invitato dal collettivo Santa's Ghetto all'edizione del 2007 in Palestina, assieme a un gruppo di artisti, fra i quali, Banksy, Mark Jenkins, Sam3, Ron English, Ericailcane, Swoon e Faile, per dipingere sulla barriera di separazione israeliana nei pressi di Betlemme. Sotto una torretta di avvistamento Blu dipinse un ragazzo che cerca di abbattere con un dito il muro stesso. In Italia, oltre ai lavori a Bologna che poi decise di rimuovere per protestare nel 2016 l'artista, contro la mostra bolognese "Street Art – Banksy & Co", e con la 'mercificazione' dell'opera d'arte che lui vuole libere e accessibili a tutti, ha deciso di cancellare tutte le sue opere presenti nella città di Bologna, in tanti luoghi italiani sono presenti sue opere, a Roma in particolare a Rebibbia e nella zona di Porto Fluviale.