I ricercatori hanno osservato in Calabria, a Scilla, un gabbiano reale mediterraneo che si comportava come un pescatore: posizionava in acqua pezzi di pane e e li usava come esca per i pesci. «Una strategia estremamente rara nel mondo animale – spiegano i ricercatori – Queste osservazioni aiutano a comprendere meglio come le specie si adattano in un ambiente in continua trasformazione». Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Behaviour

USA il pane come farebbe un pescatore con un’esca: aspetta che i pesci si avvicinino e poi li cattura con un rapido attacco. È il comportamento osservato nelle acque di Scilla in un gabbiano reale mediterraneo o zampegialle (Larus michahellis), protagonista del primo studio scientifico che documenta questa tecnica di caccia nella specie. La ricerca, pubblicata sulla rivista internazionale Behaviour, è firmata da Valerio Elia, Antonino Costantino, Maria Antonella Brandimonte, Rosario Balestrieri e Piero Amodio, ricercatori dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e della Stazione Zoologica Anton Dohrn, con il coinvolgimento del Calabria Marine Centre di Amendolara.

L’osservazione risale al 10 maggio 2025 ed è nata quasi per caso. Si deve all’intuizione e alla prontezza di Antonino Costantino, biologo marino e collaboratore tecnico della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Messina. «Ero a pranzo sulla terrazza di un ristorante a Scilla, quando ho notato una scena insolita – racconta Costantino – Dopo essersi posizionato su uno scoglio, un gabbiano che teneva un pezzetto di cibo nel becco, invece di inghiottirlo, lo ha adagiato in acqua, proprio come farebbe un pescatore con la sua esca. Ho capito subito l’importanza di quello che stava accadendo e ho preso il cellulare per immortalare il momento con un video: quell’uccello stava pescando».