Giornata nera per SpaceX, che ha toccato i suoi minimi da quando è in Borsa. Il titolo della società di Elon Musk è arrivato a perdere il 6,9% nelle prime ore di contrattazione, toccando quota 122,12 dollari per azione (sotto il prezzo dell’IPO, fissato a 135), prima di recuperare parte del terreno. A fronte di questo crollo, la capitalizzazione è scesa attorno ai 1.600 miliardi di dollari. Un calo significativo, se si pensa che il 16 giugno scorso, tre giorni dopo la quotazione, il gigante dell’aerospazio valeva 2.640 miliardi. In altre parole, SpaceX ha bruciato oltre mille miliardi di valore di mercato.

A pesare sulla seduta, oltre alla giornata complicata per tutto il settore tech, è il lancio fallito di Starship. Giovedì, infatti, il razzo era pronto a partire da Starbase, la base di lancio della società nel sud del Texas, per la sua tredicesima missione. Decollo previsto alle 17:45 ora locale. Ma all’orario stabilito, mentre dalla torre di lancio si alzavano pennacchi di fumo, il razzo è rimasto a terra. Alcuni motori non si sono accesi. Musk ha spiegato che il guasto ha attivato l’abort automatico e che la società ha proceduto a scaricare il propellente. «Analizzeremo tutto con i team, capiremo cosa è successo e decideremo quando sarà il prossimo tentativo», ha detto Dan Huot, responsabile della comunicazione di SpaceX. Un nuovo lancio è previsto entro pochi giorni.