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Da giovedì è in carica in Ucraina un nuovo governo, risultato del secondo rimpasto voluto dal presidente Volodymyr Zelensky in meno di un anno. C’è un nuovo primo ministro e sono stati sostituiti molti altri membri, compreso il popolare ministro della Difesa, Mychajlo Fedorov, che in poco più di sei mesi ha trasformato l’approccio dell’Ucraina alla guerra favorendo l’innovazione e l’automazione nei combattimenti. La rimozione di Fedorov ha causato grandi proteste in molte città ucraine, cosa inusuale per un paese in guerra.

Zelensky non ha dato spiegazioni chiare per un così profondo rinnovamento del governo: la decisione è stata oggetto di molte discussioni e interpretazioni, che citano motivi sia politici sia personali.

Zelensky ha detto che Fedorov non è stato confermato a causa dei forti contrasti con Oleksandr Syrskyi, il capo delle forze armate ucraine. È stato sostituito con una soluzione ad interim, cioè temporanea: il generale Yevhenii Khmara, capo dei servizi segreti ucraini (SBU). Lo scontro tra Fedorov e Syrskyi era noto da tempo e dovuto al loro modo molto diverso di intendere la guerra: il primo (35 anni) ha modernizzato i combattimenti puntando su robot e droni capaci di fare attacchi anche in profondità nel territorio russo; il secondo (60 anni) ha un approccio molto più tradizionale ed era ostile ai cambiamenti di Fedorov.