“La vedi la targa? Beh, guardala bene perché non la vedrai più…”. E ride. Siamo alla partenza del tour di prova dell’ultima Honda e Freddie Spencer è tra gli invitati. Arriva primo. Come sempre, o quasi, anche all’appuntamento. Giubbotto tecnico, jeans, sneacker. Fa caldo e non suda, così come non sudava quando le telecamere di tutto il mondo gli inquadravano la faccia, quegli occhi nel casco, sulle griglie di partenza con ingrandimenti come fosse un attore di Sergio Leone nella Trilogia del dollaro. Lasciò il motomondiale definitivamente nel 1993, dopo aver vinto due titoli in 500 e uno in 250 tra il 1983 e il 1985, e il campionato Ama nel 1995 ed essere stato fermato sul più bello, nel 1986, da problemi fisici.
La giornata particolare con Freddie comincia così. Con la battuta sulla targa, che vuol dire: vado tanto più forte di te che sparisco. E’ la prima prova della Honda CB1000 F, una moto con cui si va abbastanza veloci di passo. Il percorso si sviluppa a nord del Lazio. Certo non è una partenza con i 5 semafori rossi. Lui è davanti e le provinciali non sono il Mugello, ma disegna sciolto sorpassi e traiettorie quasi sempre nel rispetto del codice. La questione cambia se dopo una sosta per le foto te lo ritrovi dietro e con gli specchietti riconosci quel casco Arai bianco rosso e blu: sta a sinistra, poi si sposta, poi ti sorpassa dove trova uno spazio che non sembrava ci fosse. Sono in due in sella, con la moglie Alexandra che lo asseconda esperta nonostante le inclinazioni.








