Cinque anni fa, era stata esclusa dalla grande festa per celebrare il primo film di Harry Potter. Oggi J.K.Rowling è tornata tra noi passando dalla porta principale, anzi da un portone: quello della famiglia reale britannica. Invitata da Camilla nella residenza di Edimburgo, la scrittrice ha preso parte a un incontro per promuovere la lettura. Da paria a ospite illustre. Che cosa è cambiato? Non le sue idee, mai rettificate. Estate 2020, nel commentare un articolo dove si parlava di “persone con mestruazioni” scrive: «Sono sicura che c’era una parola per quelle persone. Qualcuno mi aiuti», alludendo al fatto che si parlasse di donne. Poco dopo: «Se il sesso non è reale, la realtà vissuta delle donne nel mondo è cancellata».
Da qui la messa al bando, con le accuse di transfobia aggravate dalle sue spiegazioni: «Mi rifiuto di piegarmi a un movimento che sta cercando di erodere la donna come classe politica e biologica offrendo copertura ai predatori come pochi altri prima d’ora». Dopo che ad aprile si è offerta di pagare gli avvocati a una detenuta violentata in un carcere scozzese da una compagna transgender, oggi rispunta con un mezzo sorriso vicino alla regina. In un mondo dove niente è casuale, va ricordato che ha venduto 600 milioni di libri e che ogni anno paga 47,5 milioni di sterline di tasse al fisco britannico. Era così anche prima. Si vede che il clima è cambiato.









