La global minimum tax comincia a produrre effetti misurabili: oltre 100 miliardi di euro di incassi e taglio del trasferimento artificiale dei profitti che potrebbe arrivare al 44,6%. Nel primo anno di applicazione dell’aliquota minima del 15%, le multinazionali hanno versato fino a 1,7 punti percentuali di imposte in più, generando tra 79 e 109 miliardi di euro di maggior gettito a livello mondiale, un incremento compreso tra il 2,4% e il 3,4% delle entrate mondiali derivanti dall’imposta sulle società (anche se ben più basso delle stime del 2024 che calcolavano entrate tra i 135 e i 170 miliardi di euro).
Allo stesso tempo non si registra una riduzione degli investimenti e dell’occupazione. È quanto emerge dalla prima valutazione empirica ex post sulla minimum tax pubblicata ieri dall’Ocse. Per la prima volta l’Organizzazione ha potuto misurare gli effetti concreti del secondo Pilastro della riforma del fisco internazionale, entrato in vigore nel 2024 e fondato sull’aliquota minima effettiva del 15% per i gruppi multinazionali con fatturato superiore a 750 milioni di euro.
L’analisi confronta il comportamento delle multinazionali soggette alle regole GloBE con quello delle imprese appena al di sotto della soglia dimensionale prevista dalla normativa. I risultati mostrano che nel 2024 le imprese interessate hanno registrato un aumento dell’aliquota fiscale effettiva consolidata compreso tra uno e due punti percentuali. L’effetto risulta ancora più marcato per i gruppi caratterizzati da una tassazione particolarmente bassa prima della riforma, per i quali l’incremento raggiunge 1,7 punti percentuali, mentre l’aumento medio è di circa 1,4 punti.






