Il blitz del Gruppo interforze antimafia - disposto dal prefetto di Brindisi Guido Aprea - ha riportato il cantiere del porto turistico di Villanova sotto osservazione. Le unità della Direzione investigativa antimafia, della polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza, insieme ai reparti specializzati e ai tecnici Arpa, hanno effettuato un accesso ispettivo nell’area dove sono in corso le operazioni di dragaggio, la gestione dei sedimenti e il trattamento dei fanghi. Sono stati controllati personale e mezzi, è stata acquisita documentazione ed è stato prelevato materiale dragato: verifiche che rientrano nel monitoraggio sugli appalti pubblici per prevenire tentativi di infiltrazione mafiosa. «Seguiranno le opportune verifiche su quanto acquisito», si legge nella nota della Prefettura.
Sui lavori di dragaggio del porto di Villanova, in questi anni si sono addensate varie criticità. A gennaio 2026 il confronto tra i gruppi di opposizione Per Ostuni e Fratelli d’Italia e l’amministrazione aveva prodotto una frattura politica profonda. L’opposizione accusava il Comune di una gestione «a rincorsa», con costi saliti da poco più di 2 milioni a oltre 3,35 e un impatto superiore a 1,5 milioni sul bilancio comunale. La determina da 27.900 euro per riparare le sonde ambientali danneggiate in mare veniva indicata come l’ennesimo segnale di una programmazione insufficiente, incapace - secondo i consiglieri di opposizione - di prevedere mareggiate, usura e interventi continui.








