Si è chiusa con 40 indagati l’operazione Clean, l’inchiesta che all’alba del 10 marzo aveva portato all’arresto di 24 persone. La Procura distrettuale antimafia di Lecce, con il pm Carmen Ruggiero, e la Procura di Brindisi con il sostituto Luca Miceli, hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini. L’attività investigativa è stata condotta dalla Squadra mobile di Brindisi, guidata dal vicequestore Giorgio Grasso, dopo un lavoro avviato nel 2022 su impulso del commissariato di Ostuni.
Secondo gli atti, la rete avrebbe gestito un flusso costante di cocaina, hashish e marijuana, protetta dal paravento di attività commerciali insospettabili. Due gruppi, un unico disegno: controllare il territorio con metodi violenti e una struttura capace di approvvigionarsi rapidamente da quattro direttrici (Napoletano, area Bari-Bat, Albania, Calabria).
La prima fazione sarebbe stata guidata dai fratelli Donato e Antonio Greco. Donato avrebbe diretto spedizioni punitive e attentati incendiari per eliminare rivali e consolidare il dominio. Antonio avrebbe gestito logistica e finanze dalla pescheria Il Delfino, trasformata - secondo l’accusa - in base operativa per stoccaggio, suddivisione e smistamento della droga. I dipendenti sarebbero stati impiegati come corrieri e staffette.







