L'ex sindaco di Manchester è stato proclamato per acclamazione al posto di Keir Starmer, con 379 voti dei deputati e il sostegno unanime di tutti e undici i sindacati affiliati. La cerimonia si è svolta in un seminterrato della sede del Tuc, con scarsa ricezione e pochi ospitiL'ex sindaco di Manchester è stato proclamato per acclamazione al posto di Keir Starmer, con 379 voti dei deputati e il sostegno unanime di tutti e undici i sindacati affiliati. La cerimonia si è svolta in un seminterrato della sede del Tuc, con scarsa ricezione e pochi ospitiAvevano pensato di tenere la cerimonia all’Everton Stadium, la casa della squadra del cuore di Andy Burnham, capiente abbastanza per il giubilo di una nomina annunciata da settimane. Alla fine, la proclamazione si è svolta in un seminterrato della sede del Trades Union Congress, a Londra, con il Wi-Fi che non prendeva e il cellulare quasi inutilizzabile: l’antipompa perfetta per un politico che ha costruito la sua carriera sul rifiuto dell’establishment londinese. Da lunedì, dopo il passaggio di consegne rituale a Downing Street e il sigillo di re Carlo III, Burnham sarà il quarantesimo primo ministro del Regno Unito. Ha ricevuto 379 nomination su circa 400 deputati del gruppo parlamentare laburista - l’unica rivale nominata era Catherine West, con una sola nomina, quella dell'onorevole Neil Coyle, e non ha potuto procedere -. Tutti e undici i sindacati affiliati hanno votato per lui. Keir Starmer era assente: impegnato in Ucraina, non è rientrato in tempo.Sul palco, prima ancora di Burnham, ha parlato Lucy Powell, vicesegretaria uscente, che ha scherzato sul confronto con i Mondiali: “Sarebbe stato bello se l’Inghilterra avesse vinto per 379 a uno”. Fuori dall'edificio, una manciata di manifestanti a sostegno della Palestina reggeva uno striscione con la scritta “Basta armare Israele". Il neo primo ministro, quando ha preso la parola, ha ignorato entrambe le cose, per poi puntare dritto al centro della propria narrazione politica: "Siamo uniti e mettiamo al servizio delle persone e dei luoghi che aspettano da troppo tempo di poter sperare di nuovo tutta la forza che viene da questa unità. Gliene renderemo la speranza”. Il suo alleato Steve Rotheram, sindaco di Liverpool, aveva anticipato questo modus operandi politico al Guardian: "Chi pensa che voglia fare il primo ministro per comunicare meglio lo stesso messaggio di Starmer rimarrà assolutamente deluso”.Insieme al governo, diventerà operativa dalla prossima settimana anche la sede distaccata di Downing Street a Manchester: la promessa-simbolo del decentramento che Burnham ha messo al centro del suo programma sin dalle settimane della candidatura. L'agenda prevede un attacco esplicito a "quarant'anni di neoliberismo" che hanno "centralizzato il potere politico e privatizzato quello economico", come ha scritto su X poche ore prima della proclamazione: l'era Thatcher, il New Labour blairiano, i tory. Tutto insieme, in un'unica eredità da smontare. “Sono pronto a governare dopo questi 40 anni di neoliberismo, è la nostra ultima chance di cambiare. Dobbiamo essere uniti contro il frazionismo”, ha detto dal palco. Al terzo tentativo di conquistare la guida del partito - aveva già perso nel 2010 e nel 2015 - il re del Nord entra a Downing Street. Non da Londra, ma portandosi Londra al Nord.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp