VICENZA - Pretendeva di vedere il fratello, ricoverato nel reparto di Psichiatria, fuori dall'orario di visita. Quando gli è stato spiegato che non avrebbe potuto ha dato in escandescenze, aggredendo un operatore sociosanitario. Sono questi i contorni dell'ennesimo caso in violenza in corsia. Stavolta è successo all'ospedale San Bortolo.

L'episodio L'episodio è avvenuto nel pomeriggio di giovedì 16 luglio ed è terminato con il trasferimento in questura dell'aggressore, un uomo di cittadinanza straniera. Quest'ultimo ha aggredito un oss dopo aver ricevuto un diniego a fronte delle sue pressanti richieste di incontrare il fratello ricoverato. L'esagitato è stato bloccato grazie all'intervento del personale di vigilanza del nosocomio e della polizia. L’operatore sociosanitario ha riportato contusioni guaribili in alcuni giorni.L'Ulss «Dispiace enormemente dover ancora una volta dare notizia e commentare un episodio di aggressione verso il personale sanitario - commenta il direttore generale dell’Ulss 8 Berica Peter Assembergs nel dare notizia dell'episodio -. Esprimo al dipendente la solidarietà della direzione e di tutta l’Azienda. L’ospedale deve essere un luogo protetto, a maggior ragione un reparto sensibile come la Psichiatria: è fondamentale dunque che ci siano delle regole di accesso dall’esterno. L’aspetto più grave di questo episodio è naturalmente l’aggressione al nostro dipendente, ma anche il mancato rispetto di queste regole e il rifiuto della loro stessa esistenza è qualcosa su cui riflettere e che non può essere derubricato a semplice momento di rabbia, perché l’ospedale e tutti quelli che vi lavorano rappresentano uno dei cuori pulsanti della nostra comunità».