C’è un momento dell’anno, a Polignano a Mare, in cui la cultura comincia a profumare di mare e di focaccia appena sfornata.

Succede ogni estate, da venticinque anni, quando le piazze del borgo a strapiombo sull’Adriatico si riempiono di libri, di voci e di applausi per “Il Libro Possibile”, il festival ideato dall’Associazione Culturale Artes di Gianluca Loliva e diretto da Rosella Santoro, che dall’8 all’11 luglio, in questa edizione 2026, ha celebrato a Polignano il suo venticinquesimo compleanno, prima di trasferirsi a Vieste dal 21 al 25 luglio prossimi.

Oltre trecento ospiti, sette palchi tra piazza Aldo Moro, il lungomare Domenico Modugno, Piazza dell’Orologio e la Terrazza Santa Candida, un tema alto e necessario – “Discorso all’umanità“, ispirato al monologo finale del Grande dittatore di Chaplin – e un filo rosso che nel programma ufficiale non compare, ma che chiunque frequenti il festival conosce benissimo: la tavola pugliese. Perché gli scrittori a Polignano arrivano per presentare i loro libri e finiscono, puntualmente, per innamorarsi di un crudo di mare, di un piatto di orecchiette, di un calice di Primitivo bevuto guardando Lama Monachile, cenando insomma avendo sullo sfondo una delle più belle località bagnate dal Mar Adriatico.