Quando iniziò la sua carriera musicale, nei primi anni Sessanta, il contesto in cui si muoveva David Bowie era abbastanza distante dalle visioni decadenti che lo avrebbero trasformato nel tempo in un artista imprescindibile. Era un periodo di costante accelerazione sociale, nel quale Bowie inseguiva il fascino dell’R&B e si schierava in difesa dei capelli lunghi. Il suo primo album, David Bowie uscì nel 1967, ma prima aveva già inciso testimonianze del suo talento.
Il 18 settembre uscirà l’album The Shel Talmy recordings, una raccolta di brani (dieci, per essere precisi) del 1965 finora inediti registrati con il suo vero nome, David Jones: da quel disco il primo singolo estratto è I want your love, già disponibile in formato fisico e digitale. Brani registrati con un produttore molto importante in quegli anni di grandi cambiamenti, Shel Talmy. Parlando di Bowie, Talmy qualche anno fa disse: “Pensavo davvero che ce l’avrebbe fatta. L’unico peccato è che e lui eravamo in anticipo sul mercato di circa sei anni”.
L'album include dieci brani finora inediti su cd e in digitale, e sei nella versione vinile, con il contributo di Jimmy Page, all'epoca chitarrista a chiamata, e di Nicky Hopkins, celebre pianista che ha lavorato con Rolling Stones, Beatles, Who e Jeff Beck. Tra i brani figurano anche i singoli You’ve Got A Habit Of Leaving e Baby Loves That Way, canzoni a cui Bowie era particolarmente legato e che decise di registrare nuovamente molti anni dopo per l'album TOY, pubblicato poi nel 2021.










