Produzione ai minimi da un secolo, conti già oltre i 640 milioni di sterline, un conflitto aperto con l'ex proprietario cinese Jingye. La nazionalizzazione firmata da Starmer con l'ultimo atto da premier prova a blindare l'ultimo produttore di acciaio primario del Regno Unito. Una vicenda che rimbalza anche in Italia, nella palude dell'ex Ilva

Produzione nazionale scesa ai minimi da oltre un secolo, 2700 posti di lavoro a rischio e un solo impianto da cui dipendono ferrovie, edilizia e difesa. È per scongiurare il declino definitivo della propria industria siderurgica, e non restare l’unico paese del G7 privo di produzione di acciaio primario, che il governo britannico ha scelto di nazionalizzare British Steel, sottraendolo alla proprietà cinese di Jingye.