C’è chi la ama, chi la odia, chi la teme e chi la salta a pié pari. L’esfoliazione è uno dei passaggi più sottovalutati e delicati della skincare. Se effettuata correttamente, pulisce in profondità la pelle e la prepara ai trattamenti successivi, ma se si esagera si rischia di danneggiare la barriera cutanea e irritare il viso. Per questo, negli ultimi anni, sono diventati sempre più popolari le maschere enzimatiche, che promettono un’esfoliazione delicata e ben tollerata. Ma se cercate un detox profondo esistono diverse terapie enzimatiche da fare in salone: ne abbiamo provato uno per capire se ne vale davvero la pena, o è solo hype, restando con il viso “immobilizzato” per 45 minuti.
I peeling enzimatici da fare a casa
Fino a qualche anno fa, l’esfoliazione si distingueva in meccanica (il classico scrub) o chimica (attraverso l’azione di acidi). Ora c’è una terza via, sempre più apprezzata: il peeling enzimatico. Le maschere enzimatiche, che una volta si facevano solo in salone, hanno invaso il mercato in versioni delicate e facili da usare a casa. Sono adatte a tutti i tipi di pelle e di solito sono ben tollerate: puliscono in maniera intelligente, rimuovendo le cellule morte e accelerando il processo di rigenerazione, senza stressare troppo la barriera cutanea. Il risultato è una pelle più morbida e luminosa, con una grana immediata affinata. Molto famosa è la maschera enzimatica di Sisley, che promette di uniformare la pelle in un minuto, ma esistono alternative per ogni fascia di prezzo, come la crema Skin Prep di Filorga o l’Essential Peeling di [ comfort zone ]. Lavera ha addirittura lanciato un peeling delicato per le labbra con enzimi di papaya e ananas: lascia le labbra morbide e idratate, senza pellicine né screpolature.








