Ormai da tempo l’Ozempic e gli altri GLP-1 fanno discutere per il loro uso estetico e per gli effetti sul corpo. Ora dagli Stati Uniti arriva una nuova e controversa tendenza: usare grasso umano da cadaveri per contrastare il volto scavato dopo il dimagrimento.
Filler, blefaroplastica, liposuzione e trattamenti con sperma di pesce: il mondo della medicina estetica propone ormai soluzioni per quasi ogni esigenza, dalle rughe ai cambiamenti del corpo legati all’età o al dimagrimento. Parallelamente è cresciuto anche il fenomeno del turismo medico, con persone che scelgono di spostarsi in altri Paesi per sottoporsi a interventi estetici a costi più bassi, non sempre però con adeguate garanzie sulla sicurezza. Molte procedure sono oggi considerate di routine, ma altre continuano a sollevare dubbi nella comunità scientifica per i possibili rischi e per le questioni etiche che comportano. L’ultima tendenza arriva dagli Stati Uniti e riguarda un fenomeno che potrebbe sembrare uscito da un film horror: l’utilizzo di grasso umano prelevato da cadaveri per correggere alcuni effetti del rapido dimagrimento provocato dai farmaci GLP-1, tra cui l’ormai celebre Ozempic. Dopo il boom delle iniezioni dimagranti, infatti, alcune persone si trovano a fare i conti con un cambiamento estetico inatteso: la perdita di volume del viso e l’aspetto più scavato della pelle, spesso definito Ozempic face. Per contrastarlo, alcune cliniche, soprattutto negli Stati Uniti, stanno proponendo una soluzione estrema: riempire nuovamente i tessuti utilizzando grasso umano proveniente da cadaveri. Una pratica, raccontata dalla CNN, che apre però interrogativi non solo medici, ma anche etici.







