La campagna Burberry spring 2026 (courtesy Burberry)
Burberry ha finalmente cambiato rotta. Non sorprende il mercato, come ha fatto Richemont con i risultati diffusi ieri, ma il ritorno alla crescita rappresenta comunque un segnale importante in un momento in cui il lusso continua a fare i conti con consumi deboli e forti incertezze geopolitiche. Nel primo trimestre chiuso il 27 giugno, il gruppo britannico ha registrato un incremento del 5% delle vendite retail a cambi correnti e del 4% a cambi costanti, con ricavi pari a 455 milioni di sterline (circa 525 milioni di euro). Le vendite comparabili sono salite del 5%, dopo il calo dell’1% registrato nello stesso periodo dello scorso anno.
Per la prima volta in tre anni, inoltre, Burberry è tornata a crescere in tutte le principali categorie di prodotto, dal womenswear al menswear, dagli accessori al childrenswear, con l’outerwear che si conferma il motore della ripresa. Un risultato che rafforza la strategia avviata da Joshua Schulman, fondata sul rilancio dei prodotti iconici della maison, sul riposizionamento dei prezzi, sulla riduzione delle scorte e su un’esperienza retail rinnovata.
«Sono soddisfatto dei progressi compiuti nel primo trimestre e dello slancio che stiamo costruendo con Burberry forward», ha commentato il ceo. «Per la prima volta in tre anni abbiamo registrato una crescita in tutte le nostre divisioni. La strategia sta funzionando e stiamo attirando un’ampia gamma di clienti del lusso attraverso categorie di prodotto, canali e aree geografiche, rafforzando la mia fiducia nelle opportunità future».









