Alex Consani nella campagna Gucci Primavera (courtesy Gucci)
Hermès ha corso nel secondo trimestre ma gli investitori hanno reagito negativamente. Gucci ha invece registrato vendite ancora in calo del 2%, eppure il netto miglioramento rispetto al -8% dei primi tre mesi dell’anno ha spinto il titolo di Kering in borsa. Lvmh è tornata a salire, anche se di poco, nella moda e pelletteria dopo due anni, ma meno di quanto si aspettassero gli investitori. Richemont, al contrario, ha accelerato del 20% grazie soprattutto alla forza della gioielleria. La stagione delle trimestrali del lusso europeo da poco conclusa ha mostrato un comparto in ripresa, ma sempre meno uniforme. A fare la differenza, spiegano gli esperti di mercato, non è soltanto quanto un gruppo avanza, ma quanto riesce a sorprendere rispetto alle aspettative e quali segnali offre per la seconda metà dell’anno.
Il caso più evidente è Hermès. Nel secondo trimestre la maison francese ha aumentato le sue vendite del 6,7% a cambi costanti e ha portato i ricavi del semestre a 8,16 miliardi di euro. La redditività resta su livelli difficilmente avvicinabili dai concorrenti, con un margine operativo ricorrente del 41%. Eppure il titolo è stato pesantemente penalizzato dopo i conti. Il problema non è stato tanto il risultato in sé, quanto il fatto che numeri già molto forti lasciano poco spazio a sorprese positive, soprattutto mentre la ripresa della domanda cinese resta incerta.






