In Calabria i maggiori aumenti nei trasporti. A Reggio Calabria e a Cosenza i rincari dei prezzi raggiungono il +7,1%. La mappa del Codacons sugli effetti della guerra in Iran.
La guerra in Medio Oriente continua a far sentire i suoi effetti su prezzi e tariffe, ma l’impatto dei rincari cambia a seconda delle città, con alcune province che risultano più penalizzate di altre. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato la mappa regionale dei rincari sulla base degli ultimi dati Istat sull’inflazione. I settori più colpiti dalla crisi in atto sono i prodotti energetici, i carburanti, i trasporti e gli alimentari, comparti che in alcuni casi registrano prezzi in crescita a due cifre rispetto allo scorso anno – spiega il Codacons – Analizzando l’andamento di tariffe e listini al dettaglio nelle varie città monitorate dall’Istat, il quadro che emerge è il seguente. Elettricità, gas e altri combustibili La guerra in Medio Oriente ha determinato una escalation dei prezzi energetici che si è scaricata in modo diretto sulle tariffe di luce e gas pagate dagli italiani.
ENERGIA: L’IMPENNATA DELLE TARIFFE DI LUCE E GAS CON VICENZA IN TESTA AI RINCARI
La città che a giugno ha risentito più di tutte di tali tensioni è stata Vicenza, dove i prezzi di energia e combustibili sono saliti del +15,3% su base annua contro una media nazionale del +11,2%. Al secondo posto si piazzano Caserta, Padova e Belluno che segnano un +14,4%, seguite da Udine (+14,3%) e Pordenone (+14,2%). A Teramo gli aumenti più “leggeri”, con luce e gas saliti del +8,5% su anno, seguita da Genova e Reggio Emilia con +8,6%, +8,8% Ravenna e Modena.







