Temperature roventi in Sardegna, con i termometri a 46 gradi nelle zone interne. Una situazione che si manterrà pressoché invariata fino a domenica. Ma da lunedì le temperature dovrebbero scendere. Nell’Isola, in particolare, proseguirà la “fase africana”, ma sarà attenuata, con le massime che dovrebbero calare anche di una 8-10 gradi, con l’afa meno opprimente.
Lo annuncia Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it le previsioni de iLMeteo.it: «Grazie a un provvidenziale e benvenuto spostamento dell'anticiclone africano verso ovest, la morsa inizierà ad allentarsi: da lunedì arriverà una leggera rinfrescata al Nord, con le massime che torneranno su più tollerabili valori di 32-33°C. Poi, da martedì il calo termico darà respiro anche alle regioni del Centro, riallineando i termometri sui 32-34°C. Al Sud e Isole la fase africana proseguirà, seppur in forma leggermente attenuata. Registreremo ancora punte di 38-36 gradi in Sicilia e in Sardegna, ma l'aria risulterà complessivamente meno opprimente».
Tedici spiega anche le cause di queste ondate di calore: «Sappiamo bene che, in alcune giornate di picco degli ultimi anni, l'asticella si è alzata ulteriormente, con Milano che ha spesso raggiunto i 38°C, Roma i 40°C e Firenze i 41°C. Se ci voltiamo a guardare le Estati degli anni Ottanta e Novanta, il confronto è impietoso. A quei tempi, durante le ondate di calore più intense, le massime si assestavano sui 32-34°C; solo al Sud si toccava, ma con un certo timore reverenziale, la soglia dei 37-38°C. Il cambiamento climatico – afferma Tedici - ha dunque innalzato la temperatura media del nostro Paese di almeno 4°C. Ma ha fatto anche di peggio: ha moltiplicato il "carburante" a disposizione dell'atmosfera. L'altra faccia della medaglia del grande caldo sono i fenomeni meteorologici estremi. Ecco spuntare nubifragi improvvisi, venti di downburst che spazzano il territorio a oltre 120 km/h e grandinate con chicchi grandi fino a 10 centimetri. L'equazione è ormai chiara e inesorabile: “tanto caldo equivale a tanti, violenti temporali”».












