VENETO - Il giudizio di parificazione del rendiconto 2025 è avvenuto sotto la presidenza di Alberto Stefani, ma di fatto ha riguardato l'ultimo anno della Giunta regionale di Luca Zaia, assente alla cerimonia di ieri (in sua vece per il Consiglio c'era Andrea Micalizzi). In ogni caso spettava al governatore in carica intervenire in udienza per la replica ai magistrati contabili: «Le vostre osservazioni rappresentano uno stimolo importante e decisivo per il miglioramento consapevole e responsabile delle prestazioni pubbliche regionali». All'uscita dal Palazzo dei Camerlenghi, il leghista ha espresso soddisfazione per la "promozione" incassata: «Certifica un Veneto con i conti in ordine e conferma la bontà di un modello amministrativo che riesce a coniugare responsabilità finanziaria e capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini. C'è poi una scelta di cui andiamo particolarmente orgogliosi. Il Veneto continua a non chiedere un euro in più ai propri cittadini rispetto all'aliquota base dell'addizionale regionale Irpef prevista dalla legge statale e, anzi, mantiene misure di agevolazione per le persone con disabilità. È la dimostrazione che una gestione rigorosa consente di sostenere famiglie e imprese senza ricorrere a nuove tasse». Stefani non ha però potuto ignorare le raccomandazioni su Olimpiadi e Pedemontana: «Sono due questioni che ovviamente teniamo in considerazione, importanti motivi di studio contabile. Faremo le valutazioni del caso anno per anno». Ancora senza alzare l'Irpef? «Prima di chiedere un euro in più ai cittadini ha risposto il presidente della Regione facciamo l'analisi della spesa area per area, per capire quale parte può essere rivista o quanto meno investita in maniera migliore. Ciò è oggetto di incontri settimanali con i dirigenti, da due mesi a questa parte, che stanno dando effetti positivi, tanto che prossimamente contiamo di illustrare le nostre strategie. Per esempio stiamo recuperando in questo modo i fondi per il biglietto unico».