di
Candida Morvillo
I rapporti citati nel suo libro, nati dall'attività con Report: il giornalista parla di vicende «romanzate», ma il risultato è un autogossip. Nel volume anche la tragica fine di una stagista svizzera, con cui era nata una relazione
Cosa ti può capitare di peggio se ti chiami Sigfrido Ranucci e hai già scoperto che la bomba che poteva ucciderti potrebbe averla fatta mettere un tuo carissimo amico? Forse che qualche detrattore insinui che te la sia messa da solo, per alimentare il tuo mito e magari candidarti in politica?
Errore. La nuova bomba, in questo noir a puntate che lo stesso conduttore di Report ha appena ribattezzato su Facebook «Fango Quotidiano», non era sotto un’auto: era dentro un libro. Il suo. E questa sì: se l’è confezionata da solo. Ha tre nomi di donna: Karoline, Emilia, Lavinia. La prima bussa a Report per uno stage, la seconda ci arriva con una notizia, la terza per chiedere un’intervista per il suo capo. Entrano in scena per lavoro, ma finiscono diritte nel suo letto e, da lì, entrano in questa vicenda di cronaca che ogni giorno di più ci interroga sul confine tra vita privata e responsabilità professionale, tra tutela delle fonti e conflitto d’interessi, tra segreto professionale e segreti personali.












