Due sono stati i furti a sfondo sacro avvenuti nelle ultime settimane, che hanno coinvolto le chiese del Fermano. In entrambi i casi si è assistito alla profanazione del tabernacolo, con l’asportazione di pisside, calice, ostensorio e delle ostie consacrate. Un gesto che fa discutere, tra ipotesi su motivi di ordine economico e lo spettro delle cosiddette ’messe nere’. L’ultimo in ordine di tempo ha coinvolto la chiesa del Sacro Cuore di Porto Sant’Elpidio, il 14 luglio, dove è stato asportato l’interno tabernacolo con tutto il suo contenuto, proprio in concomitanza con il termine della festa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù alla Faleriense. "Un gesto inqualificabile e che va oltre il valore della refurtiva – ha commentato il sindaco Ciarpella – perché offende un luogo di fede e rispetto caro a tutta la comunità". Copione simile a quanto si è verificato nella notte tra il 30 giugno e il 1 luglio a Fermo, alla chiesa dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, dove i ladri hanno forzato le grate sul retro della chiesa per tornare a casa con la porta del tabernacolo, gli oggetti sacri e alcuni pezzi delle grondaie in rame. L’Arcivescovo Pennacchio ha indetto, a seguito di entrambi i misfatti, una Messa in riparazione del grave gesto e ha invitato a pregare per i profanatori.
Operazioni simili a pochi giorni l’una dall’altra
Colpite la chiesa Sacri Cuori di Gesù e Maria di Fermo poi quella del Sacro. Cuore di Porto Sant’Elpidio.






