Il ’no’ dell’Unesco all’allargamento dei portici che possono fregiarsi del riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità continua a far discutere. Dopo le parole dell’assessora Anna Lisa Boni, secondo cui il parere negativo dell’Icomos, principale organo consultivo dell’Unesco per la valutazione dei beni culturali, "non è una bocciatura", ma solo un rinvio al prossimo anno, il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni striglia il Comune. "Ci rimandano al prossimo anno e vediamo se ci promuoveranno – dice –. Ma in ogni caso quest’anno ciò che il Comune puntava ad avere non è passato". Così, almeno fino al 2027, saranno 12 i tratti che rimaranno tutelati e riconosciuti dall’Unesco. Non uno di più.

"Servirebbe molta più cura da parte del Comune nei dossier – insiste Borgonzoni –. L’amministrazione di Bologna, come spesso accade, dimentica una cosa molto importante. Il ministero, per questa candidatura, si è impegnato tantissimo, come poche altre volte, perché quella dei portici era una proposta estremamente difficile, particolare e già presentata in passato in altro modo. Quindi, anche un allargamento in questo caso, meriterebbe ancora più cura".

Una dura critica, insomma, al Comune anche in vista del prossimo anno, con la speranza, degli stessi cittadini, che l’estensione dei portici possa aumentare. Ma per far sì che ciò accada, secondo la Borgonzoni, servirebbe maggiore attenzione: "Il Comune pensa che tutto sia dovuto, ma quando ti affacci al mondo non funziona così. In questo allargamento una parte molto importante doveva svolgerla il Comune. Ma l’ha presa sottogamba, con un po’ di sciatteria e supponenza. Un’opportunità che per quest’anno è persa. Ma noi il prossimo anno saremo ancora vicini al Comune, magari anche spronandoli". Poi, un richiamo al passato, alla battaglia burocratica fatta cinque anni fa per ottenere il riconoscimento Unesco: "Il sindaco Matteo Lepore forse non è neanche consapevole delle difficoltà", conclude Borgonzoni. Del tutto opposta, come detto, la valutazione di Palazzo d’Accursio. L’assessora Boni ha spiegato che l’Unesco "ha chiesto chiarimenti e noi siamo pronti a fornirli".