di Irene Puccioni
Dopo quasi due decenni dietro la scrivania dell’istituto superiore “Fermi-Leonardo Da Vinci” – ha assunto il ruolo di dirigente il 1 settembre 2017, dopo essere stato docente di educazione fisica con un percorso formativo in psicologia – Gaetano Flaviano va in pensione. Salutando il mondo della scuola, per il quale tanto si è speso e da cui tanto ha ricevuto, traccia un bilancio della sua esperienza togliendosi anche qualche sassolino dalla scarpa. Preside, meglio in cattedra o alla scrivania?
"Due esperienze completamente diverse in periodi della vita completamente diversi. Quando è capitata la possibilità di diventare dirigente scolastico sono stato pronto ad impegnarmi anche in quest’altro ruolo".
Tante battaglie e prese di posizioni forti nei confronti soprattutto delle istituzioni scolastiche: cosa non rifarebbe e cosa avrebbe voluto fare ma non ha fatto?
"Rifarei tutto. Con il senno di poi, anche in modo forse più impattante. Ero giovane e quindi a volte mi sono trattenuto. Alcune scelte le ho anche fatte con un po’ di patema d’animo, ma ci ho sempre creduto: una volta deciso la linea l’ho sempre portata avanti, sia con le istituzioni sia con il personale, perchè avevo una certa visione della scuola, che poi è la cosa fondamentale".









