HomeBolognaCronaca"La città del futuro, spazi pubblici migliori"Presentati i plastici del maxi progetto tra Comune e università di Parma. La sindaca Pillati: "Lavoro-chiave per affrontare le trasformazioni"Presentati i plastici del maxi progetto tra Comune e università di Parma. La sindaca Pillati: "Lavoro-chiave per affrontare le trasformazioni"Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa San Lazzaro del futuro in bella mostra in piazza Bracci. Si è conclusa con l’esposizione del plastico in scala della città il percorso di collaborazione tra il Comune e l’università di Parma sul tema della rigenerazione urbana. Il grande plastico di San Lazzaro esposto nell’area compresa tra piazza Bracci e il parco 2 Agosto ha attirato l’attenzione di numerosi cittadini e curiosi, che hanno potuto osservare la città da una prospettiva inedita e conoscere le proposte elaborate dagli studenti del Laboratorio di Progettazione Architettonica Sostenibile dell’Università di Parma.

L’esposizione ha rappresentato il momento conclusivo del percorso di collaborazione avviato nel 2025 tra il Comune di San Lazzaro e il Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Ateneo, finalizzato allo studio di strategie e scenari innovativi di rigenerazione urbana. La mattinata si è aperta quando l’area tra piazza Bracci e il parco 2 Agosto si è trasformata in un’aula universitaria a cielo aperto. Gli studenti hanno sostenuto gli esami finali illustrando, attraverso il plastico e i modelli realizzati durante il laboratorio, le analisi e le ipotesi progettuali sviluppate per alcuni ambiti strategici. A valutarne il lavoro il professor Dario Costi, docente di Composizione architettonica e urbana e responsabile scientifico della ricerca, e Andrea Fanfoni, assegnista di ricerca. Le proposte si concentrano su cinque zone: la stazione ferroviaria, immaginata come centro di interscambio tra ferrovia, filovia e mobilità dolce; l’asse tra il torrente e il PalaSavena, con nuove funzioni e spazi pubblici lungo via Caselle; il parco della Resistenza, con una maggiore integrazione tra verde, teatro, museo Donini, orti e circolo Arci; l’area delle ex scuole Donini e i tessuti lungo la via Emilia, con ipotesi di recupero degli spazi dismessi, valorizzazione del Canale Remigio e nuove forme di abitare sociale. Non progetti già definiti, ma suggestioni utili ad accompagnare le future scelte della città.