La battaglia del riso italiano sbarca a Bruxelles. E con essa anche le preoccupazioni delle aziende agricole del territorio, sempre più schiacciate da costi in aumento, importazioni a basso prezzo e margini ridotti all’osso. Lunedì una delegazione di Confagricoltura Milano Lodi Monza e Brianza, guidata dal presidente Francesco Pacchiarini, è stata ricevuta al Parlamento europeo, per un’audizione dedicata al comparto risicolo. Accanto ai rappresentanti del Lodigiano erano presenti i vertici di Confagricoltura Pavia e la presidente dell’Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba. Al centro del confronto, una situazione che gli operatori definiscono sempre più critica: il prezzo riconosciuto ai produttori non copre più i costi di produzione, mentre il mercato europeo continua ad aprirsi alle importazioni provenienti da Paesi extra Ue. "Il settore risicolo è in profonda crisi e rischiamo di vedere scomparire il riso dalle nostre campagne", ha avvertito Pacchiarini. Tra i temi affrontati i dazi sulle importazioni, le differenze negli standard produttivi e sanitari tra Europa e Paesi terzi e la questione degli agrofarmaci. Secondo gli agricoltori, infatti, mentre in Europa negli ultimi anni sono state vietate numerose sostanze utilizzate per la difesa delle colture, il riso importato continua a entrare sul mercato comunitario senza le stesse limitazioni. Tre le richieste avanzate da Confagricoltura: aggiornare i dazi sulle importazioni dall’Estremo Oriente, rivedere il regime di accesso agevolato per Paesi come Cambogia e Myanmar e mantenere il riso fuori dagli accordi commerciali a dazio zero attualmente in discussione con altre aree del mondo. Paola Arensi