<p>L'export italiano è arrivato a valere il 32,2% del pil nazionale.

Un valore che è quasi triplicato dal 1926.

Lo ha dichiarato il presidente dell'Ice Matteo Zoppas all'evento di ieri a Montecitorio in occasione del centenario dalla nascita dell'agenzia.</p><p>Dopo la sostanziale stabilità del valore delle esportazioni nel 2023 e la lieve flessione del 2024, nel 2025 l'export di merci italiane è tornato a crescere del 3,3% raggiungendo 643 miliardi di euro: 163 miliardi in più rispetto al 2019.

E nonostante le recenti crisi le esportazioni italiane sono cresciute in valore del 3,2% nel primo quadrimestre del 2026, si legge nella 40&ordf; edizione del Rapporto Ice «L'Italia nell'economia internazionale». </p><p>La crescita delle vendite tricolori è stata sostenuta soprattutto dalla farmaceutica e, in misura più contenuta, dai metalli e dall'agroalimentare, a fronte delle difficoltà di alcuni comparti tradizionalmente rilevanti, tra cui macchinari, autoveicoli e sistema moda.</p><p>Quanto ai mercati di destinazione dei beni tricolore, la Svizzera (+16,3%) e gli Stati Uniti (+7,2%) hanno fornito i contributi più significativi alla crescita dell'export italiano.

Da segnalare però che i numeri confermano l'importanza della diversificazione in una fase in cui la domanda europea resta disomogenea e aumentano i rischi connessi alla concentrazione su singoli mercati.