Mykhailo Fedorov, detto “Misha”, gestiva la guerra come una startup e credeva nelle asimmetrie.
Più neuroni che testosterone, un tavolo da ping pong nella sala riunioni, presentazioni col powerpoint, scarpe da ginnastica al posto degli stivali, e la convinzione che l’Ucraina vincerà impugnando i joystick dei droni piuttosto che i fucili: in altre parole, la rivincita dei nerd nel teatro bellico.
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