La sentenza 17 luglio 2026 alle 00:33All’ex ad di Aspi la più dura delle 32 condanne. Salvini: chi sbaglia paga

Genova.

Chi è sopravvissuto abbraccia chi prova a sopravvivere al dolore della perdita di un figlio. E poco importa se qualcuno è stato assolto. Quello che conta, nel giorno più lungo e atteso, è che a otto anni dal crollo del ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018, secondo la giustizia ci siano i responsabili della morte di 43 persone.

«L’accusa ha retto»

In primis, per i giudici genovesi (presidente Paolo Lepri, a latere Ferdinando Baldini e Fulvio Polidori), l’ex amministratore delegato di Aspi Giovanni Castellucci. Per lui, già in carcere a Opera per la condanna definitiva a sei anni per la strage di Acqualonga, la pena più alta: 12 anni invece dei 18 e sei mesi chiesti dalla procura. Cinque ne dovrà scontare l’ex direttore della vigilanza del Mit Mauro Coletta, per lui i Pm ne avevano chiesti dieci. Una sentenza che verrà sicuramente impugnata dalla difesa perché «si è cercato il colpevole ma non la colpa», ha detto Giovanni Paolo Accinni, legale dell’ex top manager con il collega Guido Carlo Alleva. È «una pena importante, che ha dimostrato che l’impianto accusatorio ha retto», ha sottolineato a caldo la portavoce del Comitato, Egle Possetti, accanto agli altri familiari delle vittime, alcuni dei quali indossavano le magliette con i volti dei loro cari. Anche per il procuratore di Genova Nicola Piacente, al fianco dei sostituti che per otto anni hanno acquisito documenti, studiato carte e sentito testimoni con la Finanza, la sentenza dimostra che per «le posizioni principali, per cui comunque vale il principio di non colpevolezza visto che siamo di fronte una sentenza di primo grado, la tesi accusatoria è stata in buona parte confermata».