L’ipotesi che i mattoni fondamentali della vita sulla terra siano arrivati dallo spazio guadagna terreno. Negli ultimi mesi, l’analisi chimica delle rocce di diversi asteroidi ha mostrato la presenza delle cinque basi azotate presenti nel Dna e nell’Rna, cioè le molecole alla base dei meccanismi di replicazione comuni a tutta la vita attualmente presente sulla Terra. Per comporre Dna e Rna servono però anche gli zuccheri, la classe di molecole che utilizziamo anche per addolcire il caffè.
Il problema è che sulla Terra primordiale non c’erano le condizioni fisico-chimiche adatte alla loro formazione spontanea. Uno studio appena pubblicato sulla rivista Nature Astronomy mostra che, a sorpresa, queste molecole sono però presenti nelle nubi interstellari. Quelle che servono alla vita potrebbero arrivare proprio da lì. La tesi è di un gruppo di ricercatori guidato dalla spagnola Izaskun Jimenez-Serra del Centro di Astrobiologia del CSIC di Madrid (il Cnr spagnolo).
Lo spazio cosmico infatti non è vuoto come ci sembra a occhio nudo. Tra una stella e un’altra ci sono polveri e gas che, aggregandosi grazie alla gravità, possono dare alla luce asteroidi, pianeti e nuove stelle. Jimenez-Serra ha studiato una di queste nuvole vicine al centro della nostra galassia e denominata G+0.693-0.027, a circa 27 mila anni luce da noi. In quella regione, spiega la ricerca, ci sarebbero le tracce dell’eritrulosio, uno zucchero con quattro atomi di carbonio che sulla Terra si trova anche nei lamponi e si usa come auto-abbronzante. Lo dimostrerebbe l’analisi spettroscopica della luce proveniente da quel punto del cosmo attraverso i telescopi spagnoli di Yebes e Pico Veleta. Gli astrobiologi hanno anche ricostruito la catena di reazioni da cui l’eritrulosio sarebbe nato a partire dagli altri componenti chimici della nuvola.













