HomeTechAILo Stato dal volto umano: no agli attori creati con l’IA negli spot istituzionaliStop ad avatar e voci sintetiche. Il sottosegretario Barachini: “Serve autenticità”. Esulta Massimo Ghini: argine contro l’impoverimento di creatività e professioniAlberto Barachini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoriaRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciNegli spot dello Stato non parleranno avatar, testimonial virtuali o voci artificiali. Almeno per ora. Il governo ha deciso di vietare l’utilizzo di attori e voci generate dall’intelligenza artificiale nella comunicazione istituzionale, imponendo che ogni eventuale uso dell’IA sia dichiarato in modo chiaro e riconoscibile.
La decisione è contenuta in una circolare del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della presidenza del Consiglio, promossa dal sottosegretario Alberto Barachini. L’obiettivo dichiarato è “preservare l’autenticità e la credibilità della comunicazione istituzionale attraverso l’impiego di voci e interpreti umani”.
L’intelligenza artificiale non viene esclusa del tutto. Potrà essere utilizzata negli spot realizzati in grafica o animazione, per l’elaborazione di materiali di repertorio e in fase di postproduzione. Non saranno però consentiti attori creati artificialmente né voci sintetiche utilizzate al posto di interpreti reali.









